L'orizzontale va da sinistra a destra, come la linea dell'orizzonte. La verticale si estende dall'alto verso il basso, come un albero ben dritto.
Un unico consiglio da tenere a mente: orizzontale = orizzonte. Se continui a confonderli, ecco alcuni semplici punti di riferimento per non sbagliare mai più.

Cosa si intende per “orizzontale” e “verticale”?
Le definizioni sono semplici e, una volta imparate, non le dimentichi più.
- Una linea orizzontale è parallela alla superficie del suolo. Segue la’orizzonte, quindi va da sinistra a destra.
- Una linea verticale segue la direzione della gravità. Si estende dall'alto verso il basso, come un albero.
Queste due direzioni sono perpendicolari : formano un angolo retto l’una rispetto all’altra. Il piano orizzontale è parallelo alla superficie del suolo quando è a riposo. Il piano verticale è perpendicolare ad esso.
In geometria, si ritrova la stessa logica in un sistema di riferimento. L’asse delle ascisse (asse X) indica la posizione orizzontale di un punto.
L'asse delle ordinate (asse Y) esprime la propria posizione verticale. Questi due assi formano un sistema di coordinate utilizzato in tutti i grafici e le tabelle di dati.
In che modo il piano orizzontale e quello verticale influenzano la vita quotidiana?
Questi due concetti ricorrono continuamente nella vita di tutti i giorni: per descrivere un piano, una superficie, una posizione o persino un movimento sportivo. Il modo migliore per non confonderli mai è basarsi su punti di riferimento concreti.
Il consiglio più efficace si riassume in una sola parola: l'orizzonte. Una linea orizzontale segue quell’orizzonte dietro il quale scompare il sole, ben piatta, parallela al suolo. Pensa a un tramonto sul mare. Al contrario, una linea verticale si erge perpendicolarmente, come un albero o un muro.
Ci sono anche altre due tecniche di memorizzazione che potrebbero esserti d’aiuto.
- La parola verticale inizia con una «v» che evoca una posizione eretta, in piedi, ben dritta.
- L'orizzontale fa pensare a qualcosa che giace disteso, disteso a terra.
In matematica e nelle scienze
In geometria, i linee orizzontali e il linee verticali strutturano tutti i riferimenti e i grafici. In un sistema di coordinate, l'ascissa indica la posizione orizzontale di un punto, la sua posizione sull’asse delle ordinate verticale. Questi concetti si applicano sia ai dati statistici che alle figure geometriche.
In fisico, anche in questo caso la distinzione è fondamentale. La componente orizzontale un movimento che descrive lo spostamento parallelo al suolo.
La componente verticale descrive il movimento nella direzione della forza di gravità. Questi concetti sono alla base della meccanica e delle scienze generalmente.
Questi concetti vanno ben oltre la matematica: trovano applicazione anche in architettura e nel edilizia. Il superfici orizzontali (pavimenti, soffitti) e i superfici verticali (muri, tramezzi) definiscono ogni spazio edificato.
Il modo più semplice per impararli bene è metterli in pratica. Individua gli oggetti orizzontali e verticali intorno a te, oppure fai qualche esercizio sulle tavole degli assi.
Nell’essere umano
Il tuo corpo offre un ottimo punto di riferimento. Alla nascita, un neonato trascorre la maggior parte del tempo disteso supino: si trova in posizione orizzontale.
Man mano che cresce, impara a sedersi e poi ad alzarsi in piedi, assumendo la posizione eretta, bene verticale.
Un piccolo suggerimento per non sbagliare più: nell’alfabeto, la « h » orizzontale viene prima del « v » della posizione verticale, proprio come prima si impara a sdraiarsi per terra prima di stare in piedi. Visualizza questi esempi concreti e ricorderai la differenza una volta per tutte.





