Kevin Mitnick, soprannominato «Il Condor», è uno degli hacker più famosi della storia dell'informatica.
Negli anni ’80 e ’90, questo hacker americano si è introdotto nei sistemi dei colossi della tecnologia, prima di diventare un consulente in sicurezza informatica rispettato in tutto il mondo. È deceduto il 16 luglio 2023, all’età di 59 anni, a seguito di un cancro al pancreas.
Kevin Mitnick: la sua biografia

Kevin David Mitnick è nato il 6 agosto 1963. Considerato a lungo come il l'hacker più ricercato al mondo, si è introdotto nelle reti informatiche di Pacific Bell, Fujitsu, Motorola, Nokia e Sun Microsystems, senza mai riuscire a hackerare il Pentagono.
Ecco le date più importanti che hanno segnato la sua vita:
- Anni '80 e '90 : Mitnick compie una serie di intrusioni nelle reti aziendali, spesso grazie all’ingegneria sociale piuttosto che a semplici problemi tecnici.
- Febbraio 1995 : è arrestato dall'FBI a Raleigh, nella Carolina del Nord, mentre figurava tra i fuggitivi più ricercati del Paese.
- 1999 : si dichiara colpevole di frode informatica. Condannato a 46 mesi di reclusione, avrà scontato in totale 5 anni effettivi, contando la detenzione preventiva iniziata nel 1995 (di cui 8 mesi trascorsi in isolamento).
- Gennaio 2000 : è in libertà condizionale, con il divieto di utilizzare un computer o un cellulare durante il periodo di libertà vigilata.
- 2002 : è coautore di " L’Art de la supercherie », un libro sull’ingegneria sociale basato su casi reali, che ha riscosso un successo immediato.
- 2003 : fonda Mitnick Security Consulting e si afferma come esperto di sicurezza informatica riconosciuto in tutto il mondo.
- 2005 : pubblica " L’Art de l’intrusion », che descrive in dettaglio le intrusioni compiute da hacker famosi.
- 2011 : sembra " Ghost in the Wires », la sua autobiografia in cui racconta la sua fuga e le sue imprese come hacker più ricercato al mondo.
Da pirata braccato dalle autorità a consulente in sicurezza informatica a cui si rivolgono le più grandi aziende, Mitnick rimane una delle figure più significative della storia del hacking.
Un hacker, non un criminale
Mitnick non è un criminale qualsiasi. Incarna soprattutto una un'altra visione dell'hacking, quella del curioso che vuole capire come funziona un sistema informatico.
Da bambino, adorava i trucchi di magia e si appassionò molto presto all’informatica, pur avendo un carattere piuttosto introverso.
Già da adolescente si dilettava con il telefono. Realizza trappole per ingannare i suoi compagni geek, una forma precoce di’ingegneria sociale. Un amico lo accompagna poi al laboratorio di informatica del liceo, dove insieme scrivono un programma in grado di simulare l'accesso al portale di una banca.
Per Mitnick, queste intrusioni non costituiscono un furto. Sono un modo per mettere alla prova i propri limiti sulle reti informatiche. Non si è mai considerato un vero pirata informatico, ma piuttosto un hacker etico (uno white hat), spinto dalla voglia di comprendere i sistemi ben più che dal denaro.
L'hacking gli procurava soprattutto una scarica di adrenalina, soprattutto quando riusciva a infiltrarsi in una rete ritenuta inviolabile.
Il suo primo colpo
À 17 anni, nel 1980, Mitnick mette a segno il suo primo vero colpo. Insieme ad alcuni amici, si intrufola nella centrale telefonico COSMOS di Los Angeles, un sistema che archivia tutte le chiamate della rete.
Per accedervi, deve procurarsi i manuali d'uso riservati. Ma la sua ragazza lo denuncia alla polizia.
La sentenza è stata emessa: sei mesi di detenzione in un centro di rieducazione e un anno di libertà vigilata per aver manomesso dei dati. Lungi dal placarlo, questa pena alimenta ancora di più il suo desiderio di hackerare. L’hacking diventa quasi un dipendenza.
Passa poi al laboratorio di ricerca di Digital Equipment Corporation (DEC), A Palo Alto. Il suo obiettivo: il codice sorgente del sistema operativo VMS, che viene installato sui computer VAX della società. Grazie a una fonte interna, Lenny DiCicco, riesce a portare a termine l'intrusione nelle reti di DEC.
Ma alla fine il complice si offende. Dopo l’ennesimo scherzo di troppo, decide di tradire Mitnick presso il proprio datore di lavoro e il FBI, tendendogli una trappola con un finto appuntamento in cui lo attendono due agenti.
Mitnick è stato quindi accusato di aver ha rubato diversi milioni di dollari nel settore del software. Si dichiara colpevole di frode informatica e possesso illegale di codici di accesso, e viene condannato a’un anno di carcere.
Lascia la moglie Kimberley, che al momento della sua morte a Las Vegas era incinta del loro primo figlio, oltre a un’eredità di grande rilievo nel campo della sicurezza informatica e ilingegneria sociale.





